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Il raro esemplare d’Aquila ha ripreso a volare
Data di inizio: 
Lunedì, 25 Giugno, 2012 - 14:26
Data di fine: 
Lunedì, 25 Giugno, 2012 - 14:26
Finalmente, è stata restituita al suo ambiente naturale, l’Aquila dei serpenti (Biancone, Circaetus gallicus Gmelin 1788), soccorsa lo scorso febbraio presso le campagne di Barega - in agro di Carbonia - in gravi condizioni di salute.
L’esemplare, di sesso femminile e dell’età di circa quattro anni, è stato ritrovato da un cittadino che lo ha immediatamente segnalato agli agenti del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Stazione di Carbonia, che hanno provveduto a soccorrerlo, trasportandolo al Centro Veterinario specializzato di primo soccorso della fauna selvatica a Villamassargia, che svolge il servizio di assistenza alla fauna selvatica per conto della Provincia di Carbonia Iglesias.
Alla prima visita presso il Centro provinciale, all’animale è stato riscontrato un grave stato di shock sistemico ed una frattura completa e scomposta di entrambe le ossa (radio ed ulna) dell’ala sinistra.
Dopo le prime 24 ore di stabilizzazione delle condizioni generali, tramite terapia medica per fleboclisi, il raro rapace è stato operato all’ala, dove gli è stato posizionato un impianto di osteosintesi ibrido, per consentire all’osso lesionato il pieno recupero funzionale. Dopo essere stato operato, il Biancone è stato trasferito al Centro di Recupero Fauna Selvatica di Monastir gestito dall’Ente Foreste, dove ha trascorso 4 mesi di riabilitazione al volo all’interno di grandi voliere adatte a tale scopo.
“Durante questa fase – ha spiegato l’assessore provinciale all’Ambiente, Carla Cicilloni -, l’animale è stato continuamente monitorato a vista dal veterinario dell’Ente Foreste, Luciano Mandas che, in collaborazione con i veterinari del Centro convenzionato con la Provincia di Carbonia Iglesias, Fabio Secci e Alessandro Serra, ha eseguito a cadenza mensile le radiografie di controllo dell’impianto osseo. Dopo due mesi dall’intervento chirurgico, l’animale mostrava già i primi segnali di recupero ed è stato possibile rimuovere l’impianto di osteosintesi, cosi ché si è potuto dare avvio alla vera e propria fase di riabilitazione al volo, che è durata altri due mesi, fino al giorno della liberazione della splendida e rara creatura”.
La magnifica aquila dei serpenti, se pur non risulti nidificante in Sardegna, frequenta regolarmente l’Isola, in quanto compresa all’interno della propria rotta migratoria. Infatti, il rapace, di cui si contano circa 400-500 coppie nidificanti nel centro Italia, trascorre il periodo estivo nel centro Europa per poi svernare in Africa, passando dunque per la Sardegna.
“L’intera procedura, durata diversi mesi – ha sottolineato l’assessore Cicilloni –, è un evidente esempio di proficua collaborazione tra vari soggetti istituzionali, utile e necessaria al tempestivo raggiungimento di obiettivi che sono il frutto della sinergia tra competenze e ruoli diversi”.
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